Dialogo-Intervista a Laura Bignami, candidata sindaca a Busto Arsizio (VA)

 


Perché ha deciso di candidarsi come Sindaco a Busto Arsizio?

Quando il dovere per una politica diversa chiama, non ci si può tirare indietro. Negli ultimi anni ho visto all’opera un’amministrazione dominata dalla chiusura al dialogo, che ha umiliato la forza culturale e solidale dei suoi cittadini e sento veramente il bisogno di un cambiamento radicale nella mia città. 
In passato quando ho lavorato al Senato ho saputo riorganizzare la mia vita personale e lavorativa impegnandomi al massimo per dare il meglio di me in politica. Oggi sento di avere forze ed energie da attivare e sono pronta ad impegnarmi per la mia città e per il bene comune e dei cittadini. 

Tutti sono capaci di fare promesse elettorali…

E’ tristemente vero, ma non per me. Non ho visto coerenza negli ultimi anni tra le promesse elettorali e le decisioni in Consiglio Comunale. Mi piacerebbe che in quella sede ci fossero dei consiglieri pronti al confronto e soprattutto interessati alle buone tematiche e in grado di decidere e votare con coscienza, senza mirare esclusivamente all’annientamento e all’umiliazione dell’avversario politico.

A differenza di altri, io non sto cercando una “poltrona” e non mi ritengo ricattabile perché non aderisco a logiche di partito imposte dall’alto: non ho interessi personali da anteporre, e mi ritengo nei fatti una persona amante del giusto, della trasparenza e soprattutto della democrazia.

 Qual è il Suo piano per raggiungere gli obiettivi?

…Essere me stessa! Voglio donare la mia capacità nel risolvere i problemi e sento di avere forze, energie e persone capaci di fare la differenza.

Nel lavoro ho maturato esperienza e competenze, ho “imparato ad imparare” e continuo a farlo. Il mio lavoro di oggi consiste nel formulare interventi, selezionare e filtrare gli stimoli affinché la persona impari a organizzarsi, pianificare, trovare strategie, gestire le proprie emozioni… Tutto questo trova una perfetta applicazione se traslato sul piano del governo della città.

E poi non sono sola, c’è un forte lavoro di squadra. La lista con cui mi candido, Movimento PER Busto Arsizio, nasce da una associazione della società civile che vede al suo interno persone ed esperienze in tutti i campi, senza tuttavia aderire alle ideologie partitocratiche di oggi, ma convintamente democratica e antifascista.

Credo fortemente nel ruolo propulsivo che un Comune può avere attraverso forme di democrazia partecipata, anche con l’aiuto di strumenti web, per il bene comune e per lo sviluppo del territorio, sempre con al centro la Persona. L’associazione DemoSfera, di cui sono coordinatrice, segue piattaforme di lavoro collaborative, come ad esempio Decidim utilizzata in molti Comuni europei. Far nascere nuovi progetti e servizi nella nostra città, per migliorare la vita di tutti i quartieri valorizzandone l’energia e l’intraprendenza con l’aiuto fondamentale delle realtà associative e imprenditoriali.

Il Suo Curriculum è lunghissimo… Le va di raccontarsi? 

 Volentieri! Ho 52 anni, sono nata a Legnano e vivo da 22 anni a Busto Arsizio.
Dopo aver frequentato il liceo classico, mi sono laureata in Fisica a Milano con l’indirizzo di Fisica nucleare sanitaria, dopo aver svolto la tesi di ricerca proprio all’ospedale di Busto Arsizio, presso il dipartimento di medicina nucleare.

  E poi?

Quando studiavo all’università sono stata socia e amministratrice dell’Istituto Carlo Cattaneo di Parabiago, dove ho appreso quanto sia cruciale la scelta responsabile della scuola, scelta che diventa ancora più difficile in seguito ad un insuccesso scolastico. Da lì viene la passione per una metodologia specifica e personalizzata affinché ciascuno possa raggiungere gli obiettivi prefissati.

 Dopo la laurea ho rinunciato alla ricerca e per quasi 15 anni ho lavorato in un’azienda di informatica, occupandomi di fondi di investimento per banche, nel ruolo di analista programmatrice con focus sulle scelte da fare, sfide da affrontare e fusioni bancarie storiche. Noi fisici siamo anche matematici e razionali. Sa che Angela Merkel è una fisica? [sorride].

Nel frattempo mi ero sposata – oggi sono mamma tre volte - e con la nascita del mio primo figlio, che io definisco “speciale”, ho deciso di approfondire gli studi sui potenziamenti cognitivi e ho affrontato il percorso per diventare mediatrice del metodo Feuerstein.

Cioè? Può’ spiegare meglio?

Si tratta di un metodo di potenziamento cognitivo basato sulla forte fiducia nella modificabilità cognitiva di ogni individuo, secondo studi scientifici confermati. In pratica ho studiato a capofitto conseguendo 5 diplomi formativi ed oggi dopo anni di studi individuali posso definirmi esperta nella riabilitazione e nel potenziamento cognitivo. Conosco molti altri metodi validi e continuo a studiare.

Che lavoro svolge attualmente?

Oggi sono titolare di MiracolosaMente a Busto Arsizio e svolgo il lavoro di mediatore per persone di qualunque età. In pratica creo esperienze di apprendimento con una particolare attenzione alle materie della Fisica e della Matematica ma non solo, per tutte le età e tutte le categorie.

La sede è a Borsano, ma attraverso la didattica a distanza lavoro in tutta Italia.

La mediazione non è solo il cuore del mio metodo di lavoro, ma del mio metodo di vita: è quell’elemento che fornisce alle persone le condizioni per il successo e per l’espressione delle proprie capacità.

Da due mesi sono stata eletta vicepresidente dell’associazione Anffas, qui a Busto Arsizio; da diversi anni lavoro nel direttivo dell’Associazione Nazionale Pianeta Down.

Quali altri impegni svolge o ha svolto in passato?

Nel 2004 sono stata socia fondatrice dell’Associazione di volontariato onlus “+ di 21” di Cassano Magnago, che si ispira ai principi di solidarietà umana e persegue finalità di solidarietà sociale. In particolare si occupa della crescita ed inserimento, familiare, sociale, scolastico e lavorativo delle persone affette da “Trisomia 21–Sindrome di Down”.

Sono stata e sono tuttora membro del consiglio di Istituto del liceo scientifico Tosi di Busto e coinvolta in molte altre associazioni che si dedicano alla disabilità e ai famigliari assistenti, come ad esempio rispettivamente, Pianeta Down e CONFAD. Sono iscritta all’ANPI e a Legambiente.

In ultimo, ma non ultimo, il mio ruolo di madre - ormai ventennale – e di moglie! In genere nel curriculum non si cita mai, ma si dovrebbe perché anche questo è un lavoro [sorride].

Sono convinta che ciascuno sia portatore di un proprio “sapere”, “saper fare”, “saper essere”, e che le competenze e abilità si imparino anche sul campo… insieme allo studio e al confronto con gli altri, cercando la strada giusta.

Poi, nel 2013, la “svolta politica”: me la racconta?

Il metodo di lavoro che uso da 20 anni guarda al miglioramento delle abilità di pianificazione e organizzazione e… guardandosi intorno c’era e c’è tuttora un gran da fare!

A dire il vero, la politica - intesa come uno sguardo attento verso l'organizzazione e le scelte di amministrazione pubblica o privata - riguarda tutti, serve la volontà nel dedicarsene. Così come credo fermamente vada rispettata la nostra Costituzione e i suoi principi dell’antifascismo.

Nel 2013 ho deciso di mettermi a disposizione della politica nazionale: dopo aver concorso alle primarie del Movimento 5 stelle ed essere risultata la prima donna nella circoscrizione “Lombardia 2”, mi sono candidata al Senato e sono stata eletta.

Nel marzo 2014 mi sono ritrovata nel gruppo misto e il Senato ha respinto le mie dimissioni. Quindi sono rimasta fino alla scadenza del mandato nel 2018, quando ho fondato Movimento PER e non mi sono ricandidata, nonostante le molte richieste e possibilità.

A che progetti ha lavorato in Senato?

Nell’attività parlamentare come membro del gruppo misto (marzo 2014-marzo 2018) ho preso parte attiva ai lavori di diverse commissioni permanenti: finanze e tesoro; territorio, ambiente, beni ambientali, istruzione e vigilanza sull’anagrafe tributaria, apportando molti contributi ai dibattiti e alle discussioni.

Mi sono dedicata in particolar modo al mondo della disabilità, con proposte di legge, convegni e sostegno al mondo dell'istruzione e dello sport, contribuendo alla nascita della “Quarta Categoria” calcistica promossa dalla FIGC.

E’ mio il disegno di legge ddl 2128 relativo alle tutele della figura del Caregiver - il famigliare che assiste - per la quale sono riuscita ad ottenere il riconoscimento legislativo inserendolo nella legge di stabilità del 2017 sottoscritto da tutti i gruppi parlamentari e firmato da oltre 150 senatori. Questo è il risultato della mia capacità di unire, che sto mettendo in gioco anche a Busto Arsizio.

Per due anni (2016-18) sono stata segretario della commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere, e in precedenza (marzo 2013-marzo 2014) sono anche stata membro della commissione difesa.

Il Suo motto dunque è, e sarà...?

Guardate il nostro bel programma elettorale e... Avanti tutta, avanti tutti!


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