PARTECIPAZIONE

 

 

1.     PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI 

I risultati dell’azione di un’amministrazione pubblica sono strettamente legati al “capitale democratico” che la stessa istituzione sa coltivare e sviluppare e il Comune non fa eccezione. Pertanto la partecipazione dei cittadini alle politiche pubbliche è una condizione essenziale per affrontare e gestire al meglio questioni complesse come, ad esempio, quelle ambientali e sociali.

L’obbiettivo fondamentale è dunque quello della valorizzazione del cittadino e della sua partecipazione alla vita politica e amministrativa della città.

Guardando all’esperienza di quelle città che già attuano la promozione di politiche partecipative, vediamo come queste producano effettivi positivi sul livello dell’ efficienza dell’operato dei Comuni stessi. 

 

Le nostre proposte per attuare la strategia di partecipazione dei cittadini:

    Trasparenza 

 

Accesso, chiarezza e disponibilità delle informazioni:

 

       Miglioramento dell’organizzazione del sito istituzionale, per un più facile reperimento degli atti pubblici e dirigenziali attraverso il web.

       Maggiore chiarezza sulle società partecipate comunali e sulle nomine dei loro amministratori: criteri puramente di merito con l’individuazione di strumenti in grado di valutare la preparazione, l’adeguatezza e l’operato dell’amministratore stesso nel corso del tempo.

 

       Esercizio del “controllo analogo” sulle società partecipate 

 

       Implementare la comunicazione informativa ai cittadini in merito ai punti all’ordine del giorno delle sedute di Consiglio Comunale e delle Commissioni Consiliari mettendo a disposizione anche la documentazione utile a comprendere le discussioni.

 

       Fornire alla cittadinanza strumenti per il contatto diretto con le strutture comunali con la costituzione di un social network ufficiale.

 

       Archivio storico delle attività comunali senza limitazioni temporali, con particolare riferimento ai finanziamenti e ai loro beneficiari.

 

       Pubblicazione di un allegato web al bilancio e delle sue previsioni, semplice e comprensibile per i cittadini, che faccia capire dove e come vengono spesi i nostri soldi.

 

 

     Inclusione

 

L’inclusione sociale è fondamentale per garantire una partecipazione piena e consapevole. Oggi le sfide sociali, economiche, ambientali, sanitarie e culturali da affrontare richiedono una maggiore coesione sociale e una più forte solidarietà tra gli esseri umani. Tutti gli uomini e donne dotati di coscienza hanno il dovere e la responsabilità di agire in tal senso. 

 

La promozione di politiche inclusive è un significativo elemento per costruire e accrescere la fiducia e la credibilità istituzionale: lavorare insieme con il tessuto sociale – cittadini, organizzazioni della società civile, imprese – dà la concreta opportunità di migliorare la qualità ed il livello dei servizi offerti.

 

Per accrescere le possibilità di partecipazione di coloro che abitualmente non partecipano alla costruzione della sfera pubblica occorre:

 

       Implementare azioni mirate a ridurre le barriere e i vari tipi di “divide: pensiamo a coloro a cui mancano una serie di competenze di tipo socio-economico, culturale, linguistico

 

       Pianificare azioni che coinvolgano quella gran parte di persone che ormai non partecipano per mancanza di fiducia e cronico disinteresse della “cosa pubblica”, rendendo i contenuti e le modalità di partecipazione più accessibili e stimolanti. 

 

       Sviluppare e implementare iniziative e una politica culturale d’integrazione verso gli stranieri: i residenti di nazionalità straniera nella nostra città sono il 10% della popolazione; sono portatori di un patrimonio umano, culturale e civile ricco e diversificato. L’apertura nei loro confronti deve essere l’occasione di un ritrovato e rinnovato sentimento di comunità. La ghettizzazione distrugge la città e la rende insicura.

 

     Partecipazione

A Busto Arsizio serve sviluppare la partecipazione come pratica delle politiche di inclusione, e iniziare a considerarle una risorsa per il Comune: permettono di beneficiare delle informazioni, risorse e proposte dei diversi stakeholder (portatori di interesse) specialmente in àmbiti quali la salute e l’ambiente, dove il successo di una politica dipende fortemente dalla capacità di comprendere la realtà locale  e porre in atto azioni per modificare la situazione.

 

Sulla carta alcuni strumenti ci sono già (Statuto, Titolo III, Partecipazione al Governo Comunale)  ma fino a che restano “lettera morta” e ostracizzati non servono a nulla (Basti pensare all’esperienza di quasi 3000 cittadini bustocchi che hanno firmato per il Parco della Genesi senza tuttavia portarli ad avere un aperto dialogo con l’Amministrazione). Altri strumenti non sono contemplati, come il Referendum Propositivo o Abrogativo. Il solo referendum che i cittadini possono indire è quello consultivo, dunque non vincolante.

 

       Revisione dello Statuto e dei Regolamenti Comunali in un’ottica di maggior partecipazione.

 

       Introduzione del referendum deliberativo, abrogativo e dell’audizione popolare. Nel caso di opere pubbliche di rilevanza economica ed ambientale, o di proposte di origine popolare, si ritiene necessaria la consultazione popolare.

       Istituzione del bilancio comunale partecipativo sull'avanzo dell’amministrazione,  per una partecipazione diretta dei cittadini.

 

       Indizione di incontri aperti e tavoli di lavoro - anche attraverso le nuove tecnologie del “web partecipativo” ma non solo (per non escludere chi non è un nativo digitale). Sono elementi strategici per favorire la partecipazione e accogliere il contributo della società civile in modo consapevole in ogni fase del processo di definizione delle policy e di erogazione dei servizi.

 

       Ausilio di strumenti di democrazia partecipata ed allargata (es. Piattaforma DECIDIM, diffusa e ben funzionante in molte città europee) che uniscano la partecipazione fisica “de visu” con la progettazione e la pianificazione comunale web con serietà, efficacia ed efficienza.

       Istituzione dei consulte di Quartiere e Consulte Tematiche (Giovani, Ambiente, Associazioni Sportive, Commerciali, del Terzo Settore) con referenti eletti dalle stesse che si interfaccino ufficialmente con il Comune.

       Creazione di punti di ascolto nella città  per la raccolta di segnalazioni ed esigenze dei cittadini come strumento di raccolta di proposte dirette e semplificate.

       Decentramento amministrativo: salvataggio degli sportelli comunali decentrati e creazione di nuovi  nei quartieri.

 

     Innovazione Sociale

E’  fuori di dubbio che quei Comuni che durante la pandemia hanno saputo sviluppare un sistema di partecipazione e comunicazione “dal basso” con la cittadinanza anche attraverso la tecnologia,  hanno potuto sperimentare e supportare nuove forme di aiuto, facilitando anche un’economia collaborativa che giova al di là dei drammatici mesi passati.

 

Riconoscere lo sforzo e il valore dell’innovazione sociale apportata dai cittadini alla “cosa pubblica” permette a ogni Istituzione di apportare un valore aggiunto in termini di coesione sociale e anche economico. Siamo in Europa e siamo Europeisti, non dobbiamo stare a guardare.

 

       Vogliamo far emergere le energie positive dei diversi quartieri e l’innesco per dare spazio è un metodo nuovo di inclusione e partecipazione, anche tramite Avvisi e Bandi per allocazine di spazi in disuso e, se possibile, tramite il reperimento di fondi nazionali e EU che supportino l’innovazione sociale delle realtà che integrano le loro attività con obiettivi sociali creando al contempo coesione di comunità.

 

       Noi della Lista del Movimento PER Busto Arsizio poniamo grande attenzione ai cittadini: siamo convinti, supportati dalla nostra esperienza e dafli innumerevoli esempi di buone pratiche possibili in altri Comuni, che avvalendosi del supporto di stakeholder propositivi il nostro Comune potrà  prevenire  conflitti ed evitare ritardi nell’implementazione delle politiche di gestione dei servizi e del bene comune,  e non da ultimo anche ridurre gli oneri amministrativi.

 

       Studiare e prendere esempio da ciò che di buono (Good Practices) fanno i Comuni più virtuosi ed efficienti del nostro, e sono tantissimi. Partecipare più attivamente e proficuamente all’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani).

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